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Attualmente il volume di posta elettronica entrante
sulla rete di un provider di medie dimensioni è composto
in modo approssimativo da 24% di messaggi legittimi e 76% spam.
[1]
Il problema principale di tutti questi fornitori è come filtrare
lo spam senza perdere messaggi leggittimi e come garantire il deflusso
delle code dei server mail senza che i filtri anti-spam rallentino
il processo di consegna. Oltre al problema tecnico, i fornitori
di hosting e domini devono tener conto anche dell'impatto economico
dell'infrastruttura, per poter garantire un prezzo concorrenziale
al servizio di posta elettronica. Come risposta al fenomeno, HostingSolutions,
uno dei leader tra i fornitori di web hosting italiani, ha creato
un proprio processo di gestione del traffico di posta, certificato
secondo gli standard UNI EN ISO9001, denominato Clean Mail.
Clean Mail adotta una
protezione a tre livelli, descritti nei paragrafi sottostanti.
Secondo le ultime statistihce circa 200 spammer, tra l'altro ben
noti anche alle autorità di competenza, causano l'80% dello
spam che arriva verso i nostri server, quindi verso le vostre
caselle. Non bloccare in modo efficace questi spammer può
causare il riempimento delle caselle o il crollo dei server anche se dotati di hardware molto potente.
La difficoltà maggiore per bloccare gli spammer è il
fatto che essi cambiano continuamente sia la loro locazione sia
le loro tecniche di diffusione dei messaggi illeciti. Tuttavia,
gli indirizzi IP dai quali lo spam proviene è identificabile,
quindi, è possibile generare delle tabelle con le liste dei
sorgenti dai quali proviene lo spam. Una volta che si dispone della
"block list" sarà possibile verificare l'origine
di ciascun messaggio ancor prima che questo sia inserito nella coda
del server di posta. Per un maggiore efficienza CleanMail usa server
DNS propri con le liste DNSBL aggiornate in tempo reale.
Livello 1
Nel primo livello, tramite proxy di content filtering, è
controllato l'oggetto è il contenuto di ciascun messaggio
allo scopo di individuare e-mail scam noti. Sono inoltre controllati
ed individuati i messaggi contenenti allegati con estensione e formato
MIME potenzialmente dannosi. I dannosi rilevati in questa fase saranno
rifiutati prima di essere recapitati ai server di posta, evitando
di inserire nelle code dei server quasi metà dei messaggi
illeciti.
Livello 2
Nel secondo livello è ontrollata l'identità del server
che invia il messaggio. Al momento di connessione SMTP del server
mittente, il nostro mail relay controlla i dati di questo e lo confronta
con le block list SBL (Spamhaus Block List) e XBL (Exploit Block
List). [2] A questo livello è bloccata l'altra grossa
parte dei messaggi spam, circa il 34% del traffico di posta entrante,
composto da 8% di messaggi provenienti dalla lista SBL e 26% dalle
liste XBL. [3] La posta in ingresso da server elencati sulle liste
SBL-XBL sono rigettati nella fase RCPT TO, terminando in questo
modo la transazione SMTP prima della ricezione del corpo del messaggio.
Questo riduce di un terzo il traffico in ingresso e la conseguente
coda di posta ed è un metodo molto sicuro ed efficace per
il filtraggio di messaggi, in quanto un eventuale errore di un mittente
leggittimo questo viene notificato sia sul mancato recapito del
suo messaggio, sia sulla causa del rigetto e su chi deve contattare
per la sua risoluzione. [4]
Livello 3
Oltre l'87% dei messaggi
spam includono l'URL dove risiede il sito web. Gli spammer potranno
trovare nuovi indirizzi da cui spedire, ma devono comunque pubblicizzare
un sito che da qualche parte è ospitato. Gli indirizzi IP
dei siti dei spammer sono inclusi nelle liste BL. [5]
Il terzo livello è quindi quello di controllare il
rimanente 31% di messaggi che hanno passato i primi 2 livelli, cercando
nei messaggi gli URL (indirizzi di siti web) e confrontare gli indirizzi
degli host con la lista BL. Questo passo
identificherà circa 5% dei messaggi recapitati nelle caselle
come spam.
La parte rimanente di spam, infine, è rilevata mediante altri
fitri, come i filtri DCC o Baesiani. In questo livello intervengono
filtri AntiVirus che controlleranno anche gli allegati che non sono
di formato MIME potenzialmente dannosi, quindi hanno già
passato i livelli precedenti.
I messaggi individuati in questo livello saranno comunque recapitate
alle caselle di posta, ma potranno essere identificate e contrassegnate
secondo specifici criteri impostati dall'utente.

[1] Statistiche: MessageLabs.
[2] SBL (Spamhaus Block Liste) e XBL (Exploit Block List)
- La lista SBL è un database di indirizzi IP di sorgenti
spam identificati e verificati, che include spammer individuali,
gruppi di spammer e fornitori di servizi per spam. La lista è
mantenuta dallo Spamhaus Project Team. Per dettagli visitare www.spamhaus.org
- La lista XBL è un database generato in tempo reale contenente
indirizzi IP caratterizzate da exploit illegali tra cui proxy
aperti (HTTP, socks, AnalogX, wingate, etc), worm/virus con motore
spam integrati e/o altri tipi di exploit troiani. La lista include
gli indirizzi di CBL, BOPM e NJABL.
Dettagli su queste liste agli indirizzi:
- CBL (Composite Block List) da cbl.abuseat.org
- BOPM (Blitzed Open Proxy Monitor) da opm.blitzed.org
- NJABL open proxy IP da www.njabl.org.
[3] I risultati potranno variare secondo la tipologia
di attività dei domini di posta ospitati sul server.
[4] Al mittente è inviato un messaggio di testo (TXT)
con l'URL al record esatto dove è spiegato il motivo per
il quale il server di posta da lui utilizzato per l'invio è
bloccato e a chi deve rivolgersi per risolvere la questione.
[5] URL nelle SBL: un test effettuato da SpamHaus su 750 messaggi
di smap nel dicembre 2006 utilizzando la caratteristica "URIBL_SBL"
di SpamAssassin 3.0, 658 messaggi (equivalenti all'87.73%) contenevano
url di siti di spammer i cui IP erano presenti nella lista SBL.
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